martedì 1 febbraio 2011

Verso il secondo anniversario del terremoto abruzzese

Buongiorno a tutti voi 3.933 membri,
con l'inizio di questo nuovo mese ci avviciniamo al secondo anniversario del terremoto che, il 6 aprile 2009 alle ore 3:32, ha colpito l'Abruzzo e i suoi abitanti causando 308 vittime. Cosa è cambiato in questi due anni?
Quando è stato creato questo gruppo assieme al blog nel giugno del 2009, scrivevo:

"Credo che il volontariato sia uno dei pochi vanti del nostro Paese, credo che sia qualcosa che ci accomuna tutti. Lo scandalo della Missione Arcobaleno nel 1999 è stato un brutto colpo che ha messo a dura prova la fiducia di molti di noi verso la Protezione Civile.

A quasi 3 mesi dalla scossa di terremoto che ha rubato la vita di molti italiani e ha sconvolto quella di chi è sopravvissuto, questo blog, unitamente al gruppo di facebook e a chi vorrà sostenere questa causa, chiede che venga fatta chiarezza sugli sms solidali del costo di 1€ inviati per la ricostruzione in Abruzzo.

La domanda è semplice: Che ne avete fatto? "

All'epoca l'obiettivo erano i fondi raccolti tramite gli sms. Lentamente e in maniera frammentaria le informazioni cominciarono ad arrivare. Nelle prime 48 ore erano stati raccolti 3,5 milioni di euro. Col passare del tempo risultarono chiare alcune cose:

mancavano sul sito della Protezione Civile, diverse informazioni utili per capire la quantità e il modo in cui questo denaro sarebbe stato impiegato.

Stefano Saoncella, riuscì a riassumere in due parole quale fosse l'obiettivo principale tra le tante domande che andavamo ponendo in quei giorni: TRASPARENZA AMMINISTRATIVA.

In breve tempo divenne chiaro che l'iniziativa non avrebbe dovuto limitarsi ai soli sms ma a tutti i fondi gestiti dalla Protezione Civile.

Il tempo passava, e le uniche informazioni che riuscivamo ad ottenere erano quelle pubblicate sul sito della Protezione Civile, o scovate grazie alla collaborazione di altri membri. Nessuno: giornalista, politico, persona famosa, rispondeva alle nostre mail.

Poi venne il periodo delle inchieste. Prima sugli appalti per il G8 alla Maddalena successivamente spostato a L'Aquila, l'accusa del cosiddetto "sistema gelatinoso", e la pubblicazione delle intercettazioni che ancora oggi generano rabbia ed incredulità:

P: «...si».
G: «...oh ma alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito...non è che c’è un terremoto al giorno».
P: «..no...lo so (ride)».
G: «...così per dire per carità...poveracci».
P: «..va buò ciao».
G: «...o no?».
P: «...eh certo...io ridevo stamattina alle 3 e mezzo dentro il letto».
Gi: «...io pure...va buò...ciao».

Quello sembrò essere il momento migliore per poter ottenere finalmente un cambiamento, mentre l'attenzione mediatica aumentava, nel nostro piccolo continuavamo a cercare di contattare qualcuno in modo da portare l'iniziativa agli occhi del grande pubblico.

L'unico che ci contattò fu un giornalista di EcoRadio, Gianluca Martelliano, il quale preparò un'intervista con Stefano Saoncella, e si mise alla ricerca di un appuntamento col Dott. Angelo Borrello. Quell'intervista non venne mai concessa in quanto Gianluca venne si trovò sempre a rimbalzare contro l'Ufficio Stampa della Protezione Civile.

A pochi giorni dal primo anniversario del sisma, decidemmo di provare a pubblicare un'immagine con le nostre domande su Il Fatto Quotidiano. Pur essendo disposti a pagare -cosa per noi incomprensibile data la natura dell'iniziativa e l'assenza di lucro alcuno da parte nostra- ci venne prima concessa da parte della concessionaria di pubblicità mezza pagina per un prezzo, successivamente uno spazio decisamente minore allo stesso prezzo. La ragazza che portò avanti questa trattativa si scusò per l'accaduto, e comprendendo il nostro non poter accettare una condizione simile, si propose di parlare della nostra iniziativa a un membro del Consiglio d'Amministrazione del quotidiano proponendo un incontro.

Non ricevemmo nessuna comunicazione.

Le nostre richieste si unirono a quelle di chi, abruzzese o meno, iniziò a richiedere sempre più insistentemente, che la città de L'Aquila tornasse a vivere.

E' proprio grazie alle testimonianze di alcuni aquilani ed altri abruzzesi che oggi sappiamo della situazione di diversi cantieri, del progetto C.A.S.E., dei M.A.P., dello sparpagliamento lungo il litorale degli sfollati e di molte altre informazioni.

Informazioni che in buona misura hanno a che vedere con quanto da noi richiesto fin dall'inizio: quante situazioni criminali si sarebbero potute evitare con una gestione trasparente dei lavori post sisma?

Non siamo qui a puntare il dito dicendo "Ve l'avevamo detto!" perchè quando tutto questo ha avuto inizio, nessuno pensava a una situazione simile a quella venuta fuori dalle indagini negli ultimi due anni.

Una situazione che assume tratti sempre più inquietanti, come rivelano le notizie degli ultimi giorni dalle quali si legge come i sistemi antisismici del progetto C.A.S.E. potrebbero essere illegali.

Grazie a questa iniziativa abbiamo avuto modo di conoscere e contattare persone determinate affinchè quanto è accaduto a L'Aquila e nelle zone circostanti, prima, durante e dopo il terremoto non accada più.

In questi due anni abbiamo appreso di come i fondi raccolti attraverso gli sms, che la stampa definiva "per i terremotati", fossero in realtà una donazione per la Protezione Civile, finissero poi in Bilancio e successivamente distribuiti per le attività di quest'ultima e non unicamente per l'Abruzzo.

Abbiamo scoperto una generale indifferenza verso la nostra iniziativa anche da parte di chi avrebbe potuto rilanciare l'argomento avendo più mezzi per ottenere risposte rispetto a noi, potendo anche evitare di citarci in quanto più volte abbiamo offerto la possibilità di poter adottare l'iniziativa al 100%, dato che il nostro obiettivo è la trasparenza amministrativa e non gli applausi o la paternità di questa battaglia.

Siamo venuti a conoscenza di un organo istituzionale -il Comitato dei Garanti- il quale dovrebbe occuparsi, almeno in teoria, di quello che più ci interessa, ma non abbiamo trovato documentazione simile a quella che stiamo richiedendo da più di 18 mesi.

Al momento il sito web della Protezione Civile presenta una veste grafica rinnovata, ma nessuna sezione che possa esser definita trasparente e al dettaglio riguardo alle tematiche da noi affrontate.

Nonostante questo continueremo a chiedere che venga attuata Trasparenza Amministrativa all'interno della Protezione Civile, cercando di fare pressione mediatica con ogni mezzo.

Grazie a tutti voi per esser stati con noi, e per aver condiviso qualcosa che riguarda tutti noi italiani, indipendentemente dalla provenienza geografica o dalle convinzioni politiche.

Ci auguriamo nell'anno che segna i 150° anniversario dell'unità d'Italia, che si possa finalmente ottenere qualcosa a beneficio di tutti, anche per chi mette a disposizione il proprio tempo e la propria persona come volontario, per garantire un futuro migliore in eventuali emergenze che noi o chi verrà dopo di noi dovrà affrontare.

Continuate a chiedere "Quanti? Dove? Come? Vogliamo trasparenza amministrativa"

Un abbraccio,

Stefano

P.S. = Chi vuole può diffondere/condividere l'immagine che avevamo preparato per la pubblicazione su "Il Fatto Quotidiano" http://4.bp.blogspot.com/_lyYkn8LZU8s/S7W2qSqzncI/AAAAAAAAABI/KcmYTpAI1-0/s320/cheneavetefatto.jpg o il post che la ospita http://cheneavetefatto.blogspot.com/2010/04/blog-post.html

Chi volesse scrivere a Furio Colombo per promuovere l'iniziativa in vista del prossimo anniversario può farlo qui http://www.ilfattoquotidiano.it/scrivi-a-furio-colombo/

Gli indirizzi delle redazioni web di diverse testate sono disponibili qui:
http://www.ilpalo.com/quotidiani-italiani.htm

Mentre sul sito del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati sono disponibili gli indirizzi email di ciascun senatore e deputato.